Gennaio 16, 2019 Notizie

Come la Blockchain può diventare la chiave di volta dell’economia digitale (e del mondo reale)

Nel 2014, Ibm stimava che gli esseri umani stessero creando ogni giorno 2,5 exabyte di dati, ovvero 2,5 quintilioni di byte di dati, che per la maggior parte venivano archiviati in modo permanente, grazie alle risorse di un’era di Cloud computing in cui l’archiviazione è diventata così economica che distruggere i dati non ha molto senso.
Secondo Ibm, questo numero significava che gli esseri umani avevano creato il 90% di tutti i dati accumulati nel corso della storia in solo due anni, e la maggior parte di questi dati era archiviata sui server dei fornitori di servizi Cloud. Oggi, a pochi anni di distanza, il volume di dati, collegati a ogni genere di attività digitale, e non, è ancora più colossale, e lo sarà sempre di più in futuro. Come la loro archiviazione, analisi, applicazione.

La protezione dei dati è cruciale
Non si tratta solo di soldi, o di Business e aziende. Che sono già aspetti essenziali. C’è un legame intrinseco tra la sfida di tutelare la privacy e la sicurezza dei dati. Quando la tutela della Privacy viene meno, come accade spesso, le conseguenze possono essere molto gravi: le persone, oltre che le società e organizzazioni, subiscono furti di denaro e altre risorse, ma anche il sequestro della propria identità e reputazione, sono esposte a ricatti ed estorsioni.
Sul fronte dell’attività economica, gli attacchi informatici colpiscono molte aziende che pagano un alto prezzo in termini di danni e spese legali, rimborsi agli utenti e investimenti in nuovi sistemi di sicurezza. Spendono sempre di più per costruire Firewall sempre più alti, scoprendo che i loro avversari intanto lavorano a “scale” sempre più alte.


La macchina della verità
Le diverse tecnologie Blockchain esistenti e applicate a contesti differenti, dalla tracciabilità degli scambi alla verifica delle operazioni, per esempio finanziarie e di pagamenti, hanno gradi diversi di sicurezza, e alcune di
esse, note come “private” o “autorizzate”, fanno affidamento su autorità centrali, incaricate di decidere dei partecipanti. Il sistema Bitcoin, invece, è basato su un modello distribuito che non prevede approvazioni centralizzate, ma conta sul fatto che i partecipanti siano abbastanza interessati al denaro che possiedono all’interno del sistema per preoccuparsi di proteggerlo.


IoT sì, ma nell’interesse di tutti
Anche l’IoT, l’Internet delle cose, è importante non tanto per il fatto che abbiamo abilitato miliardi di dispositivi a eseguire dei calcoli autonomamente, quanto per il fatto che questi dispositivi vengano via via connessi tra loro, così da creare un colosso computazionale infinitamente più grande della somma delle sue singole parti.

Continua a leggere in Innovation Post